Il problema dei rifiuti speciali

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Esiste una linea tutt’altro che sottile, presente ma di fatto irrilevante, che scinde il termine ‘rifiuti’ in varie ramificazioni.
Nella stragrande maggioranza dei casi per rifiuto si intende tutto ciò che non serve al singolo o ad una collettività: fin qui tutto giusto, ci mancherebbe, ma oltre a questi rifiuti comunemente ridefiniti come ‘urbani’ esistono anche i cosiddetti rifiuti speciali. La più grande differenza (e forse l’unica) risiede in chi questi rifiuti li produce. Nel primo caso sono i cittadini comuni, nel secondo sono le grandi aziende che, in base al loro operato, producono spazzatura difficile da smaltire.
A proposito di ciò lo smaltimento non appartiene all’amministrazione urbana finanziata con le tasse bensì ad aziende private che nascono proprio con questo intento: tra le principali società che si occupano di smaltimento di rifiuti speciali annoveriamo la Nieco.

Quali sono i rifiuti speciali

Come detto precedentemente i rifiuti speciali derivano dall’operato delle grandi aziende. Se dovessimo fare un elenco impossibile non citare i principali che sono:

  • I rifiuti da lavorazione industriale;
  • Quelli da attività commerciali;
  • Quelli che derivano dall’attività di recupero e di smaltimento di alcuni rifiuti, come i fanghi figli dei trattamenti delle acque;
  • I rifiuti di macchinari e di impianti deteriorati ed obsoleti;
  • I rifiuti dei veicoli a motore, rimorchi e simili fuori uso e loro parti.

E come nel caso dei rifiuti urbani anche e soprattutto in queste situazioni aumenta la percentuale di rifiuti ad alto potenziale tossico che, se non smaltiti nel modo corretto, possono provare ingenti danni sia in termini di condizioni ambientali sia in termini di salute per l’uomo. Anche in questo doveroso citare i principali, ovvero:

  • La raffinazione del petrolio;
  • I processi chimici di qualsiasi natura;
  • I rifiuti dell’industria sia metallurgica che fotografica;
  • Gli oli esauriti e solventi;
  • I rifiuti che derivano dalla ricerca medica e veterinaria.

L’unico problema è l’uomo

La produzione di rifiuti speciali è un dato di fatto che ci permette di portare avanti sia la vita dell’uomo sia il processo di crescita culturale mediante esperimenti e ricerche. Fin qui è tutto nella norma vista l’assoluta possibilità di smaltire i rifiuti senza pericolo alcuno.
Il problema è l’uomo che, figlio della sua ignoranza e mal curanza, sceglie di liberarsi di tali scarti nei modi meno congeniali: i risultati sono disastrosi per tutti e ne sanno qualcosa in Campania, dove parte del territorio è stata ribattezzato ‘Terra dei fuochi’ proprio a causa di questo.
La natura è stata contagiata, l’acqua è stata contagiata e quindi avvelenata. Il risultato? Morti precoci e malattie gravissime in progressivo aumento. Si, questo è l’uomo.